RICERCA & TOUR

Negli ultimi anni la regolamentazione sulla concentrazione di polveri in ambiente e in emissione da processi di combustione è diventata uno degli aspetti fondamentali nell’ambito delle politiche di controllo dell’inquinamento atmosferico. Studi epidemiologici tendono a mostrare come il particolato possa causare problemi di respirazione e cardiovascolari nell’uomo aumentando il tasso di mortalità.

Le popolazioni vulnerabili, bambini ed anziani, sono più sensibili a questi fenomeni.

Al momento non c’è unanime accordo nella comunità scientifica su quale tipo o taglia di particella possa causare le conseguenze peggiori alla salute umana: una parte degli studi dimostra che gli effetti nocivi dipendono principalmente dal cosiddetto “particolato fine” (PM2.5); altri ricercatori segnalano, invece, il cosiddetto “particolato grossolano” (PM10) quale principale responsabile. Molti studi epidemiologici, inoltre, hanno mostrato che i problemi alle funzioni polmonari sono meglio correlati alla concentrazione in numero di particelle ultrafini (UFP) o al tasso di assunzione. Questi risultati suggeriscono che gli effetti sulla salute dovuti alle polveri sono fortemente legati alla contemporanea esposizione ad altri agenti inquinanti. Le nuove frontiere della ricerca in campo epidemiologico, hanno indotto a ridefinire, nel tempo, gli standard di qualità dell’aria spostando l’interesse dalle polveri totali sospese (PTS) alle grossolane (PM10) e, probabilmente, in futuro ormai prossimo, dalle fini (PM2.5) alle ultrafini (UFP).

Lo spostamento dell’interesse verso le particelle ultrafini comporta problematiche di misura diverse rispetto a quelle di dimensioni maggiori; se, infatti, le particelle fini e grossolane possono essere caratterizzate con l’ormai consolidato metodo gravimetrico, nel campo sub-micrometrico è necessario utilizzare come parametro di controllo la concentrazione in numero di particelle. Nelle aree industrializzate, il contributo preponderante alle particelle fini ed ultrafini è dovuto alle attività antropiche, principalmente alle emissioni da processi di combustione e traffico veicolare.

ANTER vuole approfondire la conoscenza riguardo ad una valutazione dell’esposizione dei bambini nei luoghi da loro frequentati nell’arco della giornata, e si propone di misurare, grazie ad una cooperazione con l’Università di Cassino, l’esposizione alla concentrazione di polveri ultrafini, in modo da valutare il rischio incorso da questi bambini.

Saranno utilizzati contatori personali per gruppi di 25 bambini in alcune città italiane. Le campagne verranno ripetute 2 volte l’anno in ciascuna città, in una diversa stagione, per valutare l’esposizione media giornaliera annuale.

ANTER ha l’ambizione di estendere questa ricerca, mai svolta prima in Italia ed a questa scala, a tutte le regioni del nostro paese. Segui il tour di ANTER; assieme a specialisti di fama internazionale, ingegneri ed economisti, si spiegherà come identificare la fonte di inquinamento dell’aria, tramite indagini e buone pratiche.